Dimensione Nuoto Pontedera: Scuola Nuoto

C.O.N.I. DIMENSIONE NUOTO PONTEDERA F.I.N.

(ETRURIA NUOTOU.I.S.P. VALDERA)

PROGETTO: Attività estiva in piscina: (8 lezioni con 30 bambini c.a)

Suddivisione dei bambini:

GRUPPI

ETÀ

Bambini A

4-5

Bambini B

6-7-8

Bambini C

9-10-11

Ragazzi

12-13-14

Materiale didattico a disposizione:

Torretta con scivolo in vasca piccola

Tavolette

cerchi che galleggiano

cerchi che affondano

cerchietti che affondano

ciambella

bracciolini

tubi galleggianti

tappettone traforato

bottigliette da 1/2 litro da mettere sul fondo

tappetini galleggianti

scivolo esterno

palline colorate che affondano

palline colorate che galleggiano

palline da tennis

palline di spugna

frisbee

secchielli

clavette che stanno sul fondo

oggetti di varie forme e dimensioni che galleggiano e non

oggetti personali

palloni

Per i bambini A e B potrebbe essere usato anche uno stereo portatile per attività diverse da fare in acqua con la musica, tipo balli, rilassamento sui tappetoni, ecc..

I bambini A e B saranno tenuti nella vasca piccola (VP), mentre gli altri nella vasca grande (VG).

Quindi inizialmente avremo questa situazione:

VP: bambini A e B (4-5) e (6-7-8) che faranno le loro esperienze e giocheranno insieme.

VG: bambini C e ragazzi (9-10-11) e (12-13-14)

i primi nella prima corsia, quella lungo il muro e i secondi nella seconda corsia, tutti dalla parte dove si tocca.

La prima e la seconda lezione serviranno per vedere le capacità dei bambini attraverso la proposizione di giochi e di abilità, quindi verrà eseguita un’ulteriore suddivisione: così come è stato fatto l’anno scorso, dove fra i bambini A e B, chi era in grado di muoversi tranquillamente in acqua venne inserito in un gruppo di VG.

In VG, i bambini C e i ragazzi verranno divisi in chi sa galleggiare e chi non sa galleggiare. I primi rimarranno dalla parte dove si tocca, gli altri invece da quella dove non si tocca. Questo può essere fatto mantenendo la separazione nelle due corsie.

Suddivisione dei bambini per età e livelli con associazione di relativo brevetto:

 

 

 

bambini A (4-5)

VP

 

cavallucci marini

bambini B (6-7-8-)

VP

 

pesci rossi

bambini B (6-7-8)

VG

 

pesci azzurri

bambini C (9-10-11)

VG

dove si tocca

pesci azzurri

bambini C (9-10-11)

VG

dove non si tocca

triglie

ragazzi (12-13-14)

VG

dove si tocca

granchi

ragazzi (12-13-14)

VG

dove non si tocca

delfini

Come si può notare, i brevetti vanno sia in base all’età che alle capacità di ogni bambino. I brevetti verranno consegnati dopo l’ultima lezione, al termine di un gioco di gruppo di fine corso che potrebbe essere:

in VP (vasca piccola): caccia alle palline sommerse o macedonia di frutta;

in VG (vasca grande): caccia al tesoro.

La struttura della lezione in piscina si differenzia a seconda che si tratti delle attività in vasca piccola o in vasca grande.

Infatti la VASCA PICCOLA si predispone molto bene per fare anche psicomotricità in acqua e quindi dare continuità al lavoro di palestra con l’inserimento di abilità acquatiche tipo:

l’immersione totale del corpo nella piscina ad occhi aperti,

lo scivolamento passivo sia in posizione prona che supina,

lo scivolamento attivo sia in posizione prona che supina,

fare il morticino sia in posizione supina che prona.

capire che in acqua cambiano i punti di riferimento acquisiti durante le esperienze di vita, e lo schema motorio deve arricchirsi di nuove conoscenze per sentirsi tranquilli nell’acqua anche dove si tocca.

In VASCA GRANDE al contrario, è indispensabile, per poter eseguire delle esercitazioni che siano continuità con quelle fatte in palestra, anche da un punto di vista dei giochi, che siano acquisite alcune abilità acquatiche tipo:

l’immersione totale del corpo in in acqua con gli occhi aperti,

galleggiare nella sia nella posizione verticale (dove non si tocca) che orizzontale, prona e supina,

passare da una posizione all’altra senza affanno,

muoversi in acqua, anche in posizione verticale (dove si tocca) senza paura di perdere l’equilibrio

capire che lo spostamento in acqua si effettua in posizione orizzontale con la conseguente perdita di tutti i punti di riferimento e di appoggio terrestri.

Sia per l’attività in VP che per quella in VG è importante prepararsi in precedenza uno schema di lezione (più avanti sono proposte delle indicazioni), che comunque non è detto debba essere eseguito fedelmente, infatti durante una lezione possono capitare situazioni tali che portano a scegliere delle esercitazioni diverse da quelle che uno si era preparato a casa. Perciò si tratta semplicemente di avere un’idea di partenza sia per quanto riguarda le esercitazioni da proporre per lo sviluppo delle abilità acquatiche, che soprattutto per i giochi o percorsi da organizzare; in modo da guadagnare anche tempo nella preparazione degli stessi.

Proposta di lavoro da svolgere in VP con bambini A e B: "ACQUATICITÀ"

I seguenti esercizi si fanno fare ai bambini che entrano per la prima volta in piscina per infondergli sicurezza e coraggio nei confronti del nuovo elemento acqua. Naturalmente posono essere infinite varianti per renderli più divertenti e stimolare la fantasia dei bambini.

  • la palestra in piscina: al primo impatto con la vasca piccola, i bambini possono essere più o meno impauriti, perciò si può far immaginare loro che ci si trova in una palestra e che devono esplorarla per imparare a conoscerla facendoli camminare nella direzione che preferiscono; successivamente possono essere trasferiti in acqua giochi che venivano eseguiti in palestra;

  • tutti a posto: ad ogni bambino viene assegnato un posto nella vasca, e dopo che incominciano ad esplorare la vasca al comando tutti a posto devono ritornare al posto loro assegnato.

  • la passeggiata del cavallino

  • la corsa del cavallino

  • il galoppo del cavallino

  • il girotondo

  • le ranocchie: quando l’insegnante dice quante ranocchie ci sono in questo stagno, i bambini devono incominciare a saltellare;

  • il treno: si procederà assegnando il posto nella fila seguendo l’ordine dal più bravo in testa, al meno bravo in coda, in modo da stimolare i più restii a fare la locomotiva - questo esercizio si può eseguire sia in passeggiata che di corsa

  • soffio: far soffiare i bambini contro la superficie dell’acqua in modo che si creino dei vortici come dei buchi;

  • motoscafo: far soffiare i bambini mantenendo la bocca sulla superficie dell’acqua, e fargli sentire il rumore che emettono dalle loro labbra, simile a quello del motoscafo, le labbra devono toccare l’acqua. Questo esercizio è propedeutico per la respirazione vera e propria.

  • l’elefante: l’esercizio consiste nel far immergere la bocca e riempirla d’acqua per poi spruzzarla il più lontano possibile. L’esercizio potrebbe essere paragonato all’imitazione di un elefante. - Questo esercizio è importante perché il bambino si abitua ad espellere l’acqua dalla bocca quando gli entra involontariamente

  • doccia laser: indispensabile per diventare inaffondabili ed invincibili, è sufficiente utilizare un piccolo innaffiatoio

  • battaglia degli spruzzi: gli spruzzi hanno la funzione di abituare i bambini a quel fastidio che l’acqua provoca agli occhi

  • la foca ammaestrata: dove i bambini devono spingere in avanti dei palloncini con la testa

  • bollicine sotto l’acqua

  • la stellina: in posizione supina con le braccia e le gambe divaricate

  • la stellina: in posizione prona con la respirazione e le gambe e le braccia divaricate

  • raccolta degli oggetti sul fondo: per stimolare il bambino ad immergere la testa sotto l’acqua

  • scivolata sul dorso e sul petto aiutata

  • scivolata dentro il cerchio

  • tuffo nel cerchio o nella ciambella

  • scivolo nell’acqua;

  • l’altalena: dove due bambini, uno di fronte all’altro, tenendosi per mano devono alternativamente andare giù in immersione, i bambini devono abituarsi ad inspirare ed espirare in sincronia con il movimento. Una volta raggiunta la padronanza nella respirazione fuori e dentro l’acqua, possono essere proposti tanti giochi in più;

  • fulmine: dove uno dei fanciulli deve rincorrere gli altri bambini e toccandoli farli prigionieri;

  • palla avvelenata: chi è in possesso della palla deve colpire uno degli altri bambini, il quale a sua volta deve colpire qualcun altro per uscire dall’incantesimo;

  • il traffico cittadino: dove ogni bambino rappresenta ed imita un’automobile e l’insegnante fa il vigile che dirige il traffico;

  • alla ricerca del tesoro: nel quale i bambini, divisi in più gruppi, devono recuperare degli oggetti anche personali che si trovano sia sul fondo che in superficie;

  • il palombaro: i bambini devono immergersi completamente in acqua e l’insegnante comincia a contare ad alta voce in modo che tutti possano sentirlo e il palombaro più bravo è quello che rimane più a lungo sott’acqua, naturalmente con gli occhi aperti.

Inoltre possono essere preparati dei percorsi semplici, tipo quelli fatti in palestra, utilizzando i cerchi che affondano, quelli di superficie, lo scivolo, ecc.; facendo uso anche di staffette; facendo camminare o correre per avanti per dietro, di lato, quattro zampe, ecc.

Per i più grandicelli in VP:

possono essere inserite delle esercitazioni più complesse, tipo:

  • scivolata sul dorso con l’uso delle gambe; anche se condotta dall’insegnante

  • scivolata in posizione prona con l’uso delle gambe; anche se condotta dall’insegnante

  • il tunnel: che consiste nel passare in scivolata in posizione prona con l’aiuto delle gambe, sotto le gambe dell’insegnante; quando questo esercizio sarà ben eseguito si potrà renderlo più difficile allungando il tunnel formandolo con più bambini;

  • inserimento del movimento delle braccia a stile libero senza la respirazione e a dorso;

Successivamente i bambini possono essere portati in VG facendogli fare per esempio:

  • tuffo a candela

  • andare a toccare il fondo con l’aiuto della pertica

  • attraversamento della corsia con l’aiuto della pertica

  • trascinamento alla corsia sia in posizione verticale che orizzontale

Il tutto naturalmente utilizzando il gioco per stimolare il loro interesse e la loro fantasia.

STRUTTURA TIPO DI UNA LEZIONE IN VP

Dal momento che si tratta di un corso di poche lezioni è utile proporre fin da subito esercitazioni che comprendano un pò tutte le abilità, dal muoversi in acqua correndo, allo spruzzare l’acqua con la bocca, all’immersione totale del corpo in acqua per arrivare allo scivolamento passivo. Quindi in ogni lezione, utilizzando il criterio della progressione delle difficoltà, si cercherà di far eseguire attraverso il gioco tutte le abilità sopra elencate dalla più semplice (camminare) a quella più difficile (scivolare).

All’inizio delle prime lezioni si cercherà di guidare i bambini con giochi ed esercitazioni individuali per valutare le loro risposte, e quindi vedere che cosa sanno fare, se hanno paura o no dell’acqua; successivamente potrà essere proposto un gioco collettivo oppure un percorso che si rifaccia a quelli eseguiti in palestra durante l’anno. Dopo il primo periodo, quando si spera che tutti i bambini non abbiano più paura dell’acqua possono essere utilizzati i 5 minuti iniziali liberi per vedere e valutare quali sono i giochi o i movimenti che piaccio di più da fare in acqua. Può essere usata la musica per far eseguire delle esercitazioni o giochi seguendo un determinato ritmo.

Mi rendo conto che sia estremamente difficile eseguire una certa programmazione avendo così poche lezioni a disposizione, quindi diventa assai importante, sulla base della lezione che si vuol proporre, essere pronti a fare delle variazioni dettate dalle circostanze del momento.

Proposta di lavoro da svolgere in VG con bambini C e i Ragazzi: "GALLEGGIAMENTO"

Come accennato prima, per quanto riguarda invece i bambini C e i Ragazzi, quindi i gruppi di anni (9-10-11) e (12-13-14); occorre fare una valutazione attenta delle abilità acquatiche di partenza di ognuno per portare gli allievi ad un livello accettabile in modo che possano giocare anche insieme.

A questo proposito inizialmente verranno suddivisi in due corsie in base all’età, perciò ogni gruppo rimarrà con il proprio insegnante. Facendo entrare tutti in acqua dalla parte dove si tocca, dovranno essere fatte delle esercitazioni semplici per la valutazione delle capacità di galleggiamento e di movimento in acqua; ad es. come nel caso dei bambini A e B:

  • spruzzi: al momento di entrare in acqua l’insegnante deve spruzzare l’acqua addosso ai bambini come farebbe un elefante. fare attenzione alle diverse reazioni dei bambini;

  • respirazione: importante è valutare la capacità di respirazione, cioè di inspirare ed espirare nel momento giusto. Allora dapprima verrà fatto eseguire l’esercizio singolarmente, poi a coppie utilizzando, come in vasca piccola, il gioco dell’altalena con un bambino di fronte all’altro (ricordarsi di dire ai bambini che in acqua si inspira con la bocca e si espira con la bocca ed il naso)

  • galleggiamento passivo: è una condizione indispensabile per potersi spostare in acqua; quindi verificare le capacità di galleggiamento da fermi in posizione supina inizialmente con le braccia e le gambe divaricate e la testa all’indietro. Il bambino che non ha nessun galleggiante, deve gonfiare bene i polmoni per migliorare il galleggiamento e l’insegnante deve sorreggerlo per la testa e se non fosse sufficiente anche per la schiena in modo da infondere sicurezza. (la stella). L’altra variante è nella posizione prona. In ogni caso si verifica una differente condizione di galleggiabilità a seconda che ci si trovi in fase di inspirazione o di espirazione. Naturalmente quando i polmoni sono pieni d’aria il corpo tende a sollevarsi, viceversa quando si svuotano il corpo affonda; ognuno però deve fare i conti con la sua naturale dote di galleggiabilità.

  • immersione assistita: consiste nel mettere un bastone o una pertica in acqua e i bambini devono aiutarsi per andare a toccare il fondo;

  • immersione: capacità di immergere completamente il corpo in acqua con gli occhi aperti facendogli per esempio raccogliere degli oggetti che stanno per affondare;

  • ricerca del tesoro: come nel caso precedente, ma più difficile perché gli oggetti questa volta si trovano sul fondo della vasca.

L’obiettivo primario da raggiungere è quello che i bambini, pur toccando il fondo con i piedi, riescano spostandosi a perdere l’equilibrio e a ritrovarlo con movimenti esatti attraverso l’aiuto delle mani e delle gambe. Così anche chi non tocca deve essere in grado di passare dalla posizione orizzontale a quella verticale e viceversa senza problemi.

Il passo successivo (per chi non tocca in terra) è quello di verificare la capacità di spostamento in libertà per attraversare per esempio la corsia, come nell’esplorazione della giungla.

Superata la prima fase, che deve essere abbastanza rapida, si passa ad abilità proprie della VG, come ad es.i galleggiamenti dinamici:

  • scivolamento sul dorso passivo, cioè condotto dall’insegnante;

  • scivolamento sul petto passivo con la respirazione, cioè con il soffio sott’acqua;

  • battuta di gambe nella posizione prona con le mani attaccate al muro facendolo fare a tutti i bambini contemporaneamente in modo da far fare tante onde come in una bufera, tenendo anche la testa sott’acqua;

  • scivolamento sul dorso attivo con il movimento delle gambe a dorso dopo la spinta dal muro (i bambini devono tenere il corpo orizzontale, con la testa all’indietro e il busto in superficie. Il movimento delle gambe deve essere effettuato come se fosse un calcio verso l’alto con i piedi in estensione e le ginocchia che rimangono sotto l’acqua. Le braccia devono stare lungo i fianchi con le mani che aiutano il corpo a galleggiare con dei piccoli movimenti verso il basso);

  • scivolamento sul petto attivo con una spinta dal muro, movimento delle gambe e respirazione sott’acqua

  • attraversamento della corsia: questa volta con la spinta dal muro nella posizione sul petto con il movimento delle gambe; sia aiutata che non.

  • cambio di posizione: passare dalla posizione verticale a quella supina e successivamente a quella prona con l’aiuto delle braccia, delle mani e delle gambe, sia aiutata che non.

  • immersione prolungata: i bambini devono raccogliere più oggetti sul fondo.

  • capriole: sia in avanti che in dietro.

Possono essere inserite delle varianti agli esercizi sopra proposti con l’utilizzo di cerchi, per esempio negli scivolamenti attivi il bambino deve entrare nel cerchio che si potrà trovare sia all’altezza della superficie che sott’acqua, così anche nelle immersioni.

A questo punto si vede chiaramente chi è in grado di galleggiare e chi no, o comunque chi è in grado di muoversi in acqua in maniera indipendente. Perciò i più bravini devono essere portati dalla parte della vasca dove non si tocca. Qui all’inizio devono essere riproposti alcuni esercizi già eseguiti in precedenza, considerando che questa volta la vasca è più profonda e quindi anche a livello psicologico potrebbero essere più difficili da eseguire come ad es.:

  • la stella nella posizione sul dorso e sul petto;

  • gli scivolamenti sul dorso e sul petto attivi con la respirazione;

  • immersioni aiutate con la pertica e senza;

  • ricerca del tesoro.

Lo scopo è quello di rendere indipendenti i bambini nei loro spostamenti in vasca e soprattutto di fare in modo che non abbiano paura dell’elemento acqua, ma che imparino ad essergli amico, e a muoversi all’interno di esso con molta naturalezza, al di là delle tecniche di nuotata.

Successivamente si passa all’inserimento di:

  • respirazione frontale e laterale con la tavoletta

  • della respirazione sincronizzata con il movimento del braccio per quanto riguarda lo stile libero,

  • movimento delle braccia a dorso dapprima un braccio alla volta e poi simultaneamente;

  • tuffi a candela in un cerchio;

  • tuffi di testa

Per i più capaci si può andare avanti con:

  • movimento delle gambe a rana con tavoletta

  • movimento delle gambe a delfino in superficie e sott’acqua

  • insegnamento della rana completa

  • movimento delle braccia a delfino senza la respirazione

  • esercizi coordinativi dove vengono combinate le varie nuotate, ad esempio: braccia rana e gambe delfino, oppure braccia dorso e gambe rana, ecc.

STRUTTURA TIPO DI UNA LEZIONE IN VG

Anche con questi gruppi dovremmo cercare di far eseguire in ogni lezione un pò tutte le esercitazioni, dalla stellina sul dorso e sul petto allo scivolamento passivo e attivo, all’immersione completa del corpo in acqua. Nella prima parte di ogni lezione queste esercitazioni dovremmo farle eseguire singolarmente per verificare le capacità di ognuno, anche attraverso giochi individuali tipo quelli che fanno i bambini in vasca piccola, naturalmente rapportati all’età e al fatto che ci si trova in vasca grande. Mentre nella seconda parte si potrebbero fare dei giochi collettivi in modo da coinvolgerli tutti insieme con l’uso del pallone o attraverso la preparazione di percorsi semplicissimi come ad esempio il tuffo a candela dentro un cerchio, successivamente le trazioni alla corsia, poi andare a recuperare un oggetto sul fondo, ecc.

Con il criterio della progressione nella difficoltà deglle esercitazioni. Ad esempio all’inizio aiuteremo i bambini a raggiungere le posizioni che vengono richieste, in seguito dovremo fare in modo che raggiungano una certa autonomia nei movimenti. Per chi già possiede questa autonomia allora potremo inserire, sempre nella prima parte di ogni lezione, delle esercitazioni di avviamento al nuoto. Movimenti di sole gambe nei vari stili, l’inserimento della respirazione e del movimento delle braccia.

GIOCHI:

All’interno di ogni gruppo, nella seconda parte dell’ora di lezione, si può inserire un percorso di abilità, che può essere la raccolta dgli oggetti eseguita a squadre, oppure trascinarsi alla corsia sia di lato che di sotto per imparare ad espirare con il naso; il passaggio nei cerchi; fra le gambe dell’insegnante, ecc.

Oppure ancora, utilizzando il materiale didattico, come ad esempio i tubi di gomma che galleggiano, i quali si possono mettere fra le gambe e fanno la funzione del cavallo, i bambini avanzano semplicemente con il movimento delle gambe come in bicicletta; oppure possono essere messi parallelamente e fare la funzione del trenino con uno o più bambini che vi si appoggiano per le braccia e tanti altri.

A proposito dei Ragazzi, che si trovano nella seconda corsia, il percorso didattico è lo stesso dei bambini C; nel senso che la successione delle esercitazioni utilizzate per valutare le capacità acquatiche degli allievi è la stessa.

All’interno di questo gruppo potrà esserci chi sa già nuotare e in questo caso sarà messo in una terza corsia a fare delle vasche nei vari stili, sia utilizzando solo le gambe, sia in modo completo, sia facendo esercizi di coordinazione attraverso la combinazione di più nuotate.

Un esempio di percorso per i più grandi potrebbe essere:

  • tuffo di testa con entrata in un cerchio

  • nuotata subacquea fino ad uscire da un altro cerchio posto più avanti

  • recupero di palline che si trovano alcune sul fondo ed altre in superficie

  • lancio delle palline ad un compagno

  • tornare indietro trascinandosi al di sotto della corsia in posizione supina.

Come accennato prima, nella seconda parte dell’ora è bene riunire i gruppi per farli giocare insieme.

Dapprima ogni gruppo lavorerà in maniera autonoma, e cioè i bambini C da una parte ed i Ragazzi dall’altra, i quali faranno dei percorsi preparati in base alle loro capacità e utilizzando il materiale didattico a disposizione.

Negli ultimi dieci - quindici minuti, potrebbero essere riuniti tutti insieme e organizzare:

  • giochi con il pallone

  • percorso comune

  • staffette

  • percorso di salvamento

Utilizzando un pallone, facendo squadre equilibrate, si possono organizzare partite di pallanuoto (waterpolo), o di pallavolo (acquavolley), o ancora di pallacanestro (acquabasket) con regole che verranno stabilite al momento.

Per il gruppo dei Ragazzi e naturalmente quelli più bravi potrebbe essere proposta un’esercitazione di salvamento:

es.: si deve recuperare un compagno che simula un malore in acqua a 12 metri dal bordo e ricondurlo al bordo di partenza. L’allievo deve eseguire il tuffo di salvamento, avvicinarsi al compagno in difficoltà nuotando a stile libero con la testa alta, recuperare e ritornare al blocco di partenza nuotando sul dorso trainando il compagno.

Quest’esercitazione può essere organizzata a staffetta cercando di creare delle squadre omogenee e quindi competitive tra loro.

Alla fine del corso, nell’ultima lezione potrà essere fatto un gioco finale in VP ed uno in VG, coinvolgendo tutti i bambini.

In VP, ad esempio, potrebbero essere organizzati i seguenti giochi:

- Ricerca delle palline sommerse,

- Macedonia di frutta.

In VG, invece:

- Caccia al tesoro,

- Staffetta.

Al termine di questi giochi ogni insegnante consegnerà i brevetti e le medagliette ai propri bambini.

- La ricerca delle palline sommerse, (VP)

Si dividono i bambini in 2 squadre. Sul fondo della vasca verranno disposte le biglie. Il compagno più restio di ogni squadra starà al di fuori della vasca provvisto di secchiello dove verranno raccolte le biglie dei propri compagni. Vince la squadra che raccoglierà più biglie in un tempo stabilito

- Macedonia di frutta, (VP)

Si getteranno in vasca un certo numero di frutti di plastica galleggianti. Ai due bordi opposti della piscinetta vi saranno i due bimbi più restii con un guadino o un secchiello. Gli altri bimbi si disporranno seduti agli altri due bordi della vasca formando due squadre. A ciascuno di loro verrà assegnato un numero come per il gioco del fazzoletto. L’insegnante dirige il gioco e dirà ad es.: i numeri 1, e i due bimbi scenderanno in acqua, fanno la macedonia con il frutto BANANA, e i bimbi prenderanno il frutto chiamato e cercheranno di portarlo il più in fretta possibile nel guadino del compagno. Il concorrente che consegnerà nel guadino la frutta chiamata per primo si aggiudicherà un punto. La macedonia può essere fatta anche con più frutti, ad es. l’insegnante potrà dire: i numeri 5 fanno la macedonia con i frutti .... 2 arance, 1 pera, 2 mele. Il gioco andrà avanti finché lo riterrà opportuno.

- La caccia al tesoro, (VG)

L’obiettivo finale è quello di comporre la parola "BUONE VACANZE". Si formeranno due squadre il più possibile omogenee, la squadra rossa e la squadra bleu.

La caccia al tesoro prevede 4 prove distinte ma concatenate tra loro.

1) LO SCRIGNO: verranno posti sul fondo della piscina 2 scrigni contenenti 5 palloncini (5 rossi e 5 bleu). Sopra ogni palloncino si sarà una lettera (BUONE). Al via dell’insegnante si tufferà un concorrente alla volta per un massimo di 5 concorrenti per squadra. Le squadre giocheranno contemporaneamente. Il 1° concorrente si tufferà, aprirà lo scrigno, prenderà un palloncino, richiuderà lo scrigno, risalirà in superficie, gonfierà il palloncino, uscirà dalla vasca e toccherà il compagno per darne la partenza, e così via fino all’ultimo concorrente. Alla fine di tale prova i ragazzi dovranno decifrare dalle lettere dei palloncini la parola BUONE. La squadra che avrà formato per prima detta parola guadagnerà 3 punti.

2) IL PERCORSO:per la seconda prova giocheranno 3 concorrenti per ciascuna squadra. Il percorso prevede il tuffo in acqua, il passaggio dentro un cerchio sott’acqua, dentro un altro cerchio, che sta in superficie, dal basso verso l’alto, una capriola intorno alla corsia e infine deve trainarsi alla corsia per circa 5 metri fino ad arrivare ad un punto dove deve immergersi per prendere una lettera che sta sul fondo. Una volta presa la lettera sul fondo il concorrente deve ripetere il percorso al contrario, uscire dall’acqua, toccare il compagno per dargli il via e così via fino al terzo concorrente. Le lettere saranno VAC. Anche per questa prova, la squadra vincitrice si aggiudicherà 3 punti.

3) LA SCALATA:saranno collocate sulle bandierine che delimitano i 5 metri per la virata a dorso, due lettere A, una rossa ed una bleu, i concorrenti di ciascuna squadra dovranno formare una piramide per raggiungere la lettera, il concorrente designato per prendere la lettera dovrà uscire dall’acqua una volta afferrata. Anche per questa prova la squadra che avrà impiegato il minor tempo conquisterà 3 punti.

4) LE PALLE:si gettano nella piscina un certo numero di palline da tennis, solo tre avranno le lettere NZE, quindi più palline ci sono e più divertente sarà la ricerca di quelle con le lettere. In questa prova i concorrenti delle 2 squadre partecipano insieme. La squadra che per prima riuscirà a formare la parola VACANZE si aggiudicherà 5 punti.

- Staffetta, (VG)

Viene utilizzata la vasca per larghezza dalla parte dove si tocca, si formano due o più squadre, e i bambini devono attraversare la piscina facendo un percorso molto semplice, tipo l’attraversamento sotto la corsia, il passaggio in un cerchio, ecc. con indosso maglietta e pantaloncini, che faranno la funzione di testimone. Infatti all’arrivo dall’altra parte della vasca dovranno spogliarsi in acqua e consegnare i vestiti al compagno, il quale potrà riaprtire non prima di essersi rivestito in acqua.

Naturalmente i giochi proposti per la fine del corso dovranno essere modificati e adattati, come del resto tutte le altre attività, al livello dei bambini in acqua.

Da: Corso di aggiornamento su "Scuola Nuoto"

Prof. GIORGIO VISINTIN

I 10 COMANDAMENTI DELLA SCUOLA NUOTO

 

 

  1. Richiedere "azioni" motorie e non movimenti.
  2. Privilegiare le forme globali rispetto a quelle analitiche.
  3. Richiedere prima l’azione, poi la riflessione sul movimento.
  4. Prima si raggiunge il risultato (anche grossolanamente), poi si affinano i dettagli; il feedback è indispensabile in questa fase.
  5. Nell’insegnamento delle tecniche la struttura di base dei movimenti fondamentali deve essere proposta senza interruzioni.
  6. Le tecniche dovrebbero essere stabili nella struttura e variabili nei dettagli, i bambini cambiano, anche la tecnica deve poter cambiare.
  7. In tutta la fascia giovanile la caratteristica fondamentale dei movimenti dovrebbe essere la duttilità e la trasferibilità. I bambini devono "apprendere" ad apprendere.
  8. Un ambientamento ottimale è alla base dell’apprendimento delle tecniche: i punti fondamentali di questo processo sono: il rilassamento, l’educazione respiratoria e l’indipendenza segmentaria, attraverso la percezione del movimento, il rilassamento e la respirazione.
  9. La paura blocca la capacità di apprendere, essa non è razionale, si supera con l’azione, non con lunghe spiegazioni.
  10. Alla base dei successi nell’apprendimento c’è l’autostima, essa non aumenta con rimproveri e minacce, ma con approvazione ed incoraggiamento.

 

 

Tirrenia 13/10/96

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